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Peter Fonagy mette in risalto l'efficacia terapeutica della nuova esperienza, «un modo di essere con l'altro», mentre l'autore riconosce la priorità all'interpretazione, all'introspezione e alla rielaborazione del conflitto inconscio. Il recupero dei ricordi e delle fantasie dell'infanzia rimossi ora rappresenta un intento intermedio del lavoro psicoanalitico, per lo più soppiantato dall'interpretazione transferale e dalla ricostruzione genetica. Il transfert, così come i sintomi, sono un ritorno del rimosso. Secondo l'autore il fatto che Fonagy concentri l'attenzione teorica e tecnica sul non conscio piuttosto che sull'inconscio dinamico toglie valore all'influsso persistente e al significato patogeno dell'inconscio infantile.