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Lo scritto di Jill Miller sulla terapia analitica di Julia è sia molto commovente, per la patologia collegata ai primi e reiterati traumi psicosomatici sopportati dalla bambina, sia estremamente ricco di situazioni tecniche utili ad uno psicoanalista.
Per iniziare con la malattia traumatica, è necessario immaginare i terribili attacchi di panico della piccola Julia, intrappolata tra la sensazione di insopportabile pressione interna e le molte brutali intrusioni dall'esterno, fatte di ricoveri urgenti in ospedale e chirurghi. Inoltre, i medici avevano preparato i genitori ad un tragico epilogo. Come avrebbe potuto Julia sviluppare un sentimento sicuro di esistenza del Sè?
Miller descrive Julia nel loro primo incontro come una bambina di 5 anni che era “in stato di panico, a volte isterica e inconsolabile, che non poteva essere lasciata sola e soffriva di incubi”. Ovviamente le eccellenti capacità dei genitori nel sostenere la figlia erano state sovrastate dalle angoscianti e terribili condizioni della figlia. Inutile