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Le omosessualità esprimono un conflitto sessuale che ha origine nella bisessualità, oppure dobbiamo cercarne il determinismo profondo nel conflitto narcisistico e nelle sue vicissitudini? Due sequenze cliniche della cura di una paziente borderline, che si collocano nel corso del settimo e dell'ottavo anno di analisi, una fase segnata da forte turbolenza pulsionale e dall'inatteso insorgere di una passione omosessuale transitoria, consentono al lettore di seguire i movimenti psichici e l'evoluzione del lavoro di rappresentazione. La prima sequenza chiarisce i legami tra l'improvviso coin-volgimento della paziente in questa passione omosessuale e i pericoli traumatici di una crisi della capacità rappresentazionali del suo lo, legati alla riattivazione transferale di tracce traumatiche precoci e più tardive il cui riverbero nella dinamica transferale e controtransferale produsse un doloroso transfert che provocò il movimento di transfert laterale. La seconda sequenza mostra i rapporti tra l'affermazione della capacità di rappresentazione della paziente attraverso l'elaborazione del conflitto edipico nei suoi due versanti, e la sua rinuncia a questa passione. Il radicamento di questo momento omosessuale nelle crepe profonde del funzionamento psichico della paziente solleva questioni metapsicologiche concernenti, in particolare, la dinamica del «doppio» e il narcisismo.
Parole chiave: omosessualità, transfert laterale, doppio, narcisismo primario, pulsioni, processo psichico, simbolizzazione, rappresentazione, capacità di riflessione su di sé.
Mi è risultato progressivamente chiaro come la funzione della rappresentazione sia il repere del lavoro analitico. Qualunque siano le modificazioni che si è costretti ad apportare al setting psicoanalitico, in ultima analisi, l'operare analitico si occupa essenzialmente delle rappresentazioni dei processi psichici intrasoggettivi e intersoggettivi. II resto è questione di riorganizzazione specifica del soggetto, in cui l'analista non