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Il concetto di holding in Winnicott e l'idea bioniana di contenitore-contenuto sono tra i più importanti contributi al pensiero psicoanalitico di questi due autori. Sotto questa luce i due ordini di concetti sono, per ironia della sorte, fraintesi e confusi tra loro con tanta frequenza. In questo articolo l'autore delinea quelli che egli ritiene siano gli aspetti critici di ognuno di questi concetti, illustrando il modo in cui egli li utilizza nel lavoro clinico. L'holding di Winnicott è visto come concetto ontologico concernente soprattutto l'essere e il suo rapporto con il tempo. All'inizio la madre protegge la continuità dell'essere del bambino isolandolo in parte dall'aspetto ‘non-me’ del tempo. La maturazione comporta la graduale interiorizzazione, da parte del bambino, dell'holding della continuità del suo essere nei confronti del tempo e del flusso emotivo operato dalla madre. Invece il contenitore-contenuto di Bion riguarda soprattutto l'elaborazione (il processo onirico) dei pensieri derivanti dall'esperienza emotiva vissuta. L'idea di contenitore-contenuto si riferisce all'interazione dinamica di pensieri in prevalenza inconsci (il contenuto) e alla capacità di sognare e di pensare questi pensieri (il contenitore).