You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il termine «meditazioni» si riferisce al fatto che le mie idee sono intese come una sorta di accompagnamento musicale.
Mancando una conoscenza di prima mano del processo clinico, se ne accede alla descrizione e la si confronta con il divenire delle analisi alle quali si è assistito e sulla quali si è riflettuto, basate sull'esperienza diretta. Perciò le mie riflessioni non sono altro che «Variazioni su un tema di Neville Symington». Lawrence, un suo paziente, è un uomo di mezza età di origini italiane nelle fasi conclusive di un'analisi riuscita. Le sedute presentate precedono e seguono le lunghe vacanze estive, e veniamo introdotti in quello che l'analizzando considera il suo ultimo anno di trattamento.
I commenti iniziali dell'analizzando si riferiscono alla sua delega di responsabilità ai collaboratori per fare fronte al fuoco di fila degli impegni aziendali di fine anno. L'analista pone in rilievo la capacità del paziente di avere maggiore fiducia negli altri, e questi spiega che, per la prima volta, può godersi un po'il tempo libero anziché rientrare a casa carico di tensioni e di cattivo umore, e inizia a elencare i notevoli progressi scolastici del figlio. A questo punto l'analista riflette, informandone il lettore, sulla rilevante presenza di una VOCE castigante che critica aspramente l'analizzando quando questi si aliena dagli altri escludendoli.
Symington, saggiamente a mio vedere, si era sempre astenuto dal rilevare esplicitamente a Lawrence che per anni, quando questi usciva dalla stanza di analisi, rinchiudeva