You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Attraverso lo studio del processo clinico di una bambina che incomincia il trattamento all'età di tre anni e dieci mesi e che, ritenuta “scema” dalla famiglia, è portata per un consulto quando si dubita della supposta eziologia genetica, questo articolo si basa sui contributi di Tustin al contesto dell'essere-unità (togetherness) e alla crisi dell'essere due entità distinte (two-ness), e su quelli di Eugenio e Renata Gaddini sull'oggetto precursore. I fenomeni mimetici messi in atto con un fratello più grande e alla scuola materna derivavano dal trauma cumulativo derivante dal contatto con una madre amorosa ma affetta da cecità psichica. Dopo uno stadio iniziale di autismo transferale, l'enactment in seduta della situazione traumatica fu il primo passo per superare la sua pseudostupidità autistica. La dinamica del transfert mimetico si manifestò soprattutto a livello di sguardo, portando al dispiegarsi del lavoro dell'essere due entità distinte e in seguito a una differenziazione dallo psicoanalista come seno psichico, sulla strada verso la formazione di simboli e la capacità di agire (agency).