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Nel corso del trattamento di individui violenti che, incidentalmente, verbalizzavano molto, gli Autori osservarono che le aggressioni fisiche erano spesso precedute dall'uso di metafore da parte dell'aggressore. Si nota che le metafore linguistiche non riuscivano a funzionare come meccanismi «sostitutivi» ed erano «rese concrete». Quando ciò avveniva, i perpetratori ricorrevano all'attacco fisico. Gli Autori di questo articolo sostengono che la capacità d'interconnessione (che è considerata l'essenza delle operazioni psichiche) dipende da quello che può essere concettualizzato come «cornice» o «ordito» mentale primario. La distorsione dell'ordito indebolirà a sua volta il «tessuto», o funzione d'interconnessione dell'Io, considerata analoga all'interconnessione della metafora linguistica. Il materiale clinico del trattamento di tre uomini violenti (due in psicoterapia e uno in psicoanalisi) è stato utilizzato per illustrare l'ipotesi che l'uso concretizzato della metafora rappresenti un tentativo riparativo fallito di mantenere una coerenza psichica di fronte a una crisi imminente.