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L'Autore esamina il funzionamento dello psicoanalista suscettibile di perturbare la comunicazione inconscia del paziente mediante l'espressione del suo controtransfert. Egli studia, in un paziente con una patologia narcisistica, un disturbo della curiosità e della simbolizzazione in relazione a una distorsione dell'interpretazione. La curiosità del paziente, che all'inizio sembra inesistente, era diretta a investigare, come suo unico obiettivo, la mente dello psicoanalista. La perturbazione nella simbolizzazione si manifestava come un costante acting out verbale, espresso attraverso una comunicazione verbale priva di significato. Un mutamento dell'atteggiamento interpretative rese possibile una modificazione dell'oggetto della curiosità, che si concentrò ad indagare il proprio mondo interiore, mentre il vuoto della comunicazione verbale fu sostituito da rappresentazioni. Il cambiamento nella comunicazione consentì all'analista di collegare i fatti della relazione psicoanalitica con la fantasia inconscia del paziente e con gli eventi della sua storia. Si scopri un'identificazione idealizzata con aspetti distruttivi della madre nei confronti del padre. Questa idealizzazione era stata sostenuta dallo psicoanalista mediante i suoi errori di interpretazione. L'Autore prende inoltre in considerazione i disturbi nella formazione e nell'uso dei simboli e stati diversi di vuoto.