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Questo articolo riprende in considerazione, dal punto di vista semiotico, le idee teoriche e tecniche svolte da Willy e Madeleine Baranger, e specialmente quelle del primo sulla funzione del sogno, sullo statuto dei simboli onirici e sull'ulteriore uso clinico-tecnico dei sogni nel contesto del campo dinamico intersoggettivo e della fantasia inconscia di base sottostante la situazione psicoanalitica. L'Autrice cerca di collegare le idee di Baranger con altre derivanti dalla semiotica analitica di Pierce, che sosterrebbero una concettualizzazione triadica dei sogni. Essa sottolinea in maniera particolare la necessità di integrare una comprensione pratica sia della comunicazione, sia dei processi di produzione di senso in quanto contributi alla metapsicologia e all'interpretazione dei sogni nel caso di pazienti non nevrotici. In base all'ipotesi di una serie descritta di triadi sottostanti la produzione dei sogni e l'atto di raccontarli di nuovo, il riconoscimento di questi sogni sognati-raccontati come segni intenzionali rende possibile la presenza di un continuo processo di semiosi da proporsi. Il materiale clinico presentato mira all'illustrazione del valore comunicativo dei sogni attraverso l'analisi testuale della loro descrizione e le associazioni che accompagnano tre sogni. Tale analisi assume un approccio pragmatico linguistico che coglie quegli aspetti del significato non tenuti in considerazione da una teoria semantica ristretta.