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Un recente esame della letteratura sul controtransfert e i suoi sviluppi né rivela l'utilità clinica nelle diverse culture psicoanalitiche. Ciononostante appare evidente la scarsità di pubblicazioni relative al modo di affrontarlo in supervisione. Lo scopo di questo studio era di esaminare i concetti di transfert e controtransfert e vedere come il controtransfert fosse affrontato in supervisione nella fomiazione dei candidati di un Istituto di Psicoanalisi affiliato alla International Psychoanalytical Association (IPA). È stata effettuata una ricerca qualitativa basata su interviste a supervisori e candidati analisti in supervisione. Attraverso l'analisi del materiale raccolto i dati sono stati classificari seconde le seguenti categorie: iniziale, intermedia e finale. Le risultanze più importanti sono state ulteriormente suddivise in tre categorie: i concetti di transfert e controtransfert, l'ascolto psicoanalitico e la complementarità del fenomeno, l'approccio al controtransfert. I concetti di transfert e controtransfert prevalentemente utilizzati dagli intervistati si basano su una prospettiva «totale». Il modo di affrontare il controtransfert nella supervisione è risultato più diretto e obiettivo nel confronto con il passato, anche se si presta grande attenzione a segnare i confini tra supervisione e analisi personale. Lo scopo principale della supervisione è quello di ampliare la comprensione e approfondire le interpretazioni dirette al paziente. Queste scoperte suggeriscono che l'evoluzione del concetto di controtransfert nelle diverse culture psicoanalitiche e gli sviluppi nel campo della psicoanalisi stanno contribuendo a questo cambiamento.