You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Pensare sotto il fuoco dell'artiglieria
Per dedicare il massimo spazio al declinarsi della cura e alle sedute, mi limiterò a una breve descrizione di Dolores, una paziente che è venuta in analisi da me qualche anno addietro a quattro sedute la settimana. Donna sola sulla quarantina, Dolores aveva solitamente un'espressione triste e rassegnata, più che turbata e sgradevole. Era poco femminile e indossava un abbigliamento sobrio nel tentativo di passare inosservata. Raramente l'ho vista sorridermi, sebbene non le mancasse il senso dell'umorismo. Dopo avere abbandonato gli studi musicali, era riuscita a diplomarsi in una professione paramedica e lavorava presso il pronto soccorso di un ospedale dove era spesso in contatto con pazienti suicidari. Lei stessa soffriva di depressione e angoscia e veniva regolarmente abbandonata da uomini con cui tentava di allacciare una relazione affettiva stabile. Aveva intrapreso un percorso psicoterapico, poi era passata ad una lunga analisi lavorando, in entrambi i casi, con una terapeuta. Nel corso di queste esperienze, le sue angosce erano collegate essenzialmente ai ricoveri ospedalieri avvenuti durante l'infanzia, tra i 2 e i 4 anni di età, per via di un'infezione recidiva che l'aveva tenuta isolata dalla famiglia. Provava ancora profondo rancore verso i genitori, che criticava amaramente accusandoli di averla trascurata e abbandonata, e le sue ferite emotive non erano affatto rimarginate. Malgrado le tendenze negative che aveva manifestato con me sin dall'inizio dell'analisi, pensavo che Dolores avesse una capacità di insight sufficiente per proseguire un lavoro di elaborazione, che non aveva ancora raggiunto una sua naturale conclusione.
Dopo tre anni di analisi con me, la paziente recuperò il ricordo di abusi sessuali per mano di un vicino di casa subiti tra i 5 e gli 8 anni. Non aveva azzardato a farne parola con i genitori né con le due terapeute, e neppure con me fino a quel giorno.