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Il presente articolo studia i legami intersoggettivi che il soggetto perverso mantiene con l'analista o con il partner, tentando di indicare le differenze esistenti tra questi due investimenti. Anziché accettare l'impossibilità di raggiungere un'empatia verso questi pazienti e le pesanti interferenze che questa determina a livello di controtransfert, l'articolo si propone di dimostrare come si possano superare queste difficoltà, analizzandole alla luce della teoria del legame intersoggettivo. L'autore esamina le teorie e la pratica dell'intersoggettività e fornisce una definizione del suo approccio al legame tra due soggetti. Egli applica queste idee al caso di una paziente masochista nella sfera sessuale. Il controtransfert è poi caratterizzato da indifferenza, rifiuto e soffocamento. L'analisi del sogno dell'analista permette un'evoluzione della situazione. L'impossibilità di un'identificazione primaria può portare a dominare sugli altri e ad avere un atteggiamento utilitaristico. L'autore esamina il ruolo della sfida alla “Legge” e al padre (nel tentativo da parte della paziente di mettere alla prova una teoria) per individuare la figura del testimone nei legami intersoggettivi del perverso. Il desiderio del transfert sarebbe allora caratterizzato dalla figura del testimone piuttosto che da quella dell'analista come complice.