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I bambini soffrono in modo considerevole per difficoltà di allattamento, di sonno, dell'umore e dell'attaccamento. Come risulta dallo studio dei casi, il lavoro psicoanalitico con i bambini e le madri ha prodotto profondi benefici, talvolta in tempi sorprendentemente brevi, sia rispetto alla riduzione del sintomo sia in termini di un migliore rapporto madre-figlio.
L'urgenza clinica di questi problemi rende importante l'analisi dei presupposti teorici e dei risultati ottenuti. Fra le questioni teoriche sollevate da questa forma di psicoanalisi modificata, quelle che riguardano la natura della comunicazione fra analista, madre e bambino sono le più frequenti. Per esempio, che cosa comprende un bambino quando l'analista interpreta? Che cosa comprende l'analista della comunicazione del bambino? Ci si propone qui di rispondere a queste domande mediante una ricerca sugli strumenti di comprensione linguistica e di comunicazione emozionale del bambino e fornendo una struttura semiotica che descriva la comunicazione fra i tre partecipanti alla seduta psicoanalitica. L'articolo affronta anche i problemi relativi al metodo tradizionale di impiego del concetto di simbolizzazione nella teoria psicoanalitica. La ricerca teorica è illustrata da due frammenti di un lavoro psicoanalitico con una bambina di otto mesi e sua madre.