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Questo articolo vuole dimostrare una particolare prospettiva nella comprensione di identificazioni estremamente primitive, in particolare quelle a carattere intrusivo, quando sono associate a situazioni traumatiche. Queste identificazioni primitive si esprimono mediante la combinazione di fantasie relative al presente, associate al trauma passato. A prima vista, questa prospettiva può sembrare ovvia. Tuttavia, l'originalità del contributo offerto dall'autore sta nell'individuare il ruolo di questa particolare combinazione nella formazione di identificazioni primitive di tipo intrusivo e nel collegare tale formazione all'imprigionamento nell'oggetto di identificazione primitivo, generalmente la madre. L'autore propone un ampliamento dell'uso clinico del concetto di «vita nel claustrum» originariamente avanzato da Meltzer per descrivere situazioni claustrofobiche persecutorie. Illustra il fenomeno con il caso clinico di una paziente il cui carattere narcisistico e intrusivo era strutturato sulla base di identificazioni primitive di tipo intrusivo e su fantasie relative al claustrum materno. La fantasia di imprigionamento della paziente all'interno della madre è associata alle fantasie rispetto all'esperienza traumatica infantile della morte del fratello della paziente che sono state riattivate nel rapporto analitico.