You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Siamo debitori verso la dottoressa Susann Heenen-Wolff per il suo resoconto chiaro dell'analisi del signor B. Il loro lavoro sembra aver promosso un cambiamento significativo della struttura psichica del paziente, che l'autrice illustra presentando una serie di sogni portati in seduta nell'arco di cinque anni. Partiamo dall'iniziale percezione di sé psichicamente reale del signor B.: “Parti di me sono morte” oppure, in un'altra traduzione possibile, “parti di me muoiono”1. Se confidiamo, come farò, nel potere rivelatorio della contiguità degli enunciati dell'autrice, questo declino nella morte prende avvio nell'adolescenza quando i capelli del signor B. cominciano a cadere e il ragazzo comincia a ritirarsi dal mondo sociale (ma non da quello accademico) per ripiegarsi su di sé. Quel momento coincise con il periodo in cui avrebbe potuto esplorare la sua sessualità, consolidare le sue rappresentazioni del Sé e dell'oggetto, stabilirne un confine e rielaborare la risoluzione del conflitto edipico. Invece, si ritira. Ce lo figuriamo bloccato, incapace di muoversi in avanti, incapace di vivere se non morendo; tuttavia, sebbene detesti di appartenere al genere maschile e consideri il desiderio sessuale maschile un male, non ha dubbi di appartenenza a quel genere, si è sposato e ha un figlio.
Ci si chiede che cosa, in particolare, lo abbia fatto scegliere proprio quel momento per entrare in analisi. Nel resoconto del primo colloquio, la descrizione delle parti di sé morenti e che invecchiano è associata alla morte delle sue funzioni mentali: non sogna quasi mai. Abbozza anche un ruolo paterno tradizionale: è insegnante, si occupa delle faccende domestiche e del figlio, mentre sua moglie ha un lavoro più impegnativo.
Apprendiamo inoltre che, in ordine, i genitori sono dei protestanti rigorosi, provengono da una zona rurale del Paese, sono distaccati e anaffettivi con lui; sua madre è deferente e al servizio del padre ed è anche malata di quella che, direi, è una sclerosi mult