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Questo articolo intende esplorare in quale misura il pensiero psicoanalitico fondato sull'esperienza clinica possa illuminare l'instabilità sui mercati finanziari e il loro notevole impatto sulle vicende umane. L'acquisto, la proprietà e la vendita di beni finanziari in condizioni intrinseche di incertezza e ambiguità implica necessariamente, secondo gli autori, una modalità di rapportarsi ad essi ambivalente e improntata a emozioni e fantasie. Prendendo le mosse da resoconti passati, corroborati da interviste, gli autori propongono un approccio psicoanalitico centrato su modelli relazionali, assetti mentali e dinamiche di gruppo inconsci in grado di spiegare importanti aspetti del fenomeno delle bolle finanziarie non spiegabili ricorrendo alle teorie economiche classiche. Gli autori suggeriscono inoltre che alcuni aspetti istituzionali del mercato finanziario siano generalmente in grado di aumentare o diminuire la probabilità che le decisioni finanziarie nascano dalla scissione di quei pensieri suscettibili di provocare emozioni difficili. La scissione aumenterebbe il rischio futuro di instabilità finanziaria e, da questo punto di vista, diventa rilevante la teoria adottata dagli operatori economici. Una teoria interdisciplinare che riconosca e renda possibile l'integrazione dell'esperienza emotiva risulterebbe, per gli operatori del mercato, più utile delle attuali teorie classiche che si limitano a contrapporre il razionale all'irrazionale e assumono che l'unico presupposto per la coerenza delle decisioni sia la ragione.