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La dottoressa Yardino ci offre tre rapidi sguardi di tre anni di analisi di Ignacio: l'incontro iniziale, una seduta del primo anno che illustra il transfert e le sue sfide; infine, un drammatico enactment controtransferale al terzo anno di analisi, immediatamente seguito da una seduta profondamente gratificante sia per il paziente che per l'analista. Ignacio in seguito denominerà questa seduta cruciale come il “break point” nel loro lavoro. Questa espressione di solito definisce un punto di rottura, di discontinuità, di cambiamento o di cessazione, oppure una situazione nel tennis in cui è necessario segnare ancora un punto per interrompere il servizio dell'avversario.
Entrambe le accezioni sarebbero applicabili in questo caso. Una struttura narcisistica impressionante e apparentemente inespugnabile, contrassegnata da isolamento, svalutazione e controllo aggressivo-onnipotente sembra essere vantaggiosa, ma improvvisamente cede dinanzi all'avversario svantaggiato, l'oggetto d'amore. Ignacio descrive in modo toccante questo sviluppo straordinario e importantissimo dell'emergere di “atti di amore” che includono “affetto” e “generosità”.
Il resoconto clinico veicola sincerità e immediatezza emotiva. Entrambi i partecipanti sono ritratti con chiarezza e precisione. Il loro incontro ci viene presentato in modo semplice e diretto, come in un racconto di Cechov. Un aspetto rilevante è che non si ha l'impressione dell'esistenza di un ordine del giorno teorico nascosto, e questo contribuisce ulteriormente alla sensazione di vitalità e alla qualità della trasparenza. L'autrice indica in corsivo le frasi di Ignacio che le sono sembrate delle avvisaglie e hanno avuto un impatto su di lei, ed è significativamente aperta e onesta rispetto ai sentimenti e alle fantasie verso il paziente. La storia di Ignacio e della sua analista mi ha coinvolto fin dall'inizio.
Malgrado il pessimismo per il futuro espresso nel colloquio iniziale, a una prima lettura, ho trovato Ignacio affascinante,