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La psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti è tuttora considerata una tecnica diversa rispetto a quella degli adulti, perché i primi sono ancora coinvolti nel processo evolutivo e perché gli oggetti primari rivestono ancora un ruolo nella loro vita. In questo articolo si sostiene che si tratta di una falsa dicotomia. Un esempio clinico articolato dell'analisi di una bambina nell'età della latenza sarà impiegato per dimostrare che il processo psicoanalitico che si sviluppa nell'analisi dei bambini e degli adolescenti è strutturalmente uguale a quello dell'analisi di pazienti adulti. Entrambi infatti si concentrano sull'analisi delle resistenza e del transfert, che vengono usati per migliorare la conoscenza della mente del paziente al lavoro. Inoltre entrambe le tecniche formulano interventi basati sula valutazione, da parte dell'analista, dell'organizzazione mentale del paziente. Si auspica che sottolineare l'essenziale comunanza delle due tecniche favorisca lo sviluppo di una teoria globale della tecnica psicoanalitica.