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Gli autori esaminano i concetti di rimozione e scissione e le loro interazioni nel processo analitico. Il concetto di rimozione è stato dapprima introdotto dal fenomeno clinico di resistenza e ha portato alla formulazione dell'associazione tra conflitti intrapsichici e sintomi nevrotici. Tale concetto è stato in seguito collegato allo sviluppo normale e all'organizzazione della personalità. La scissione, d'altro canto, è stata definita in vari modi. Le due definizioni principali sono quella di scissione all'interno dell'Io e quella di scissione delle rappresentazioni del Sé e degli oggetti interni ed esterni. Rimozione e scissione vengono messi a confronto da un punto di vista evolutivo, dalla prospettiva dinamica, e rispetto alla loro relazione con il funzionamento psichico e le condizioni energetiche Viene inoltre presentato materiale clinico tratto dall'analisi di un paziente con organizzazione della personalità borderline e tratti narcisistici. Durante la fase iniziale del percorso analitico i principali meccanismi di difesa all'opera risultarono la scissione associata alla proiezione, all'identificazione proiettiva e all'idealizzazione. Con il progredire del trattamento e l'esplorazione di temi quali l'onnipotenza e l'elaborazione del lutto con la simultanea elaborazione dei derivati pulsionali espressi nel transfert, la rimozione si è affermata su meccanismi di difesa più primitivi. L'evoluzione del caso clinico ha mostrato un graduale passaggio dalla scissione alla rimozione evidenziando anche come quest'ultima si associ a un'organizzazione psichica più evoluta. Tale sviluppo riflette il movimento dinamico dallo stato limite (borderline) all'organizzazione isterica secondo la nosologia psicoanalitica.