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L'autrice propone una serie di ampliamenti sul versante della tecnica / di applicazioni cliniche del lavoro di Frances Tustin con i bambini autistici, utilizzabili nell'analisi di adulti nevrotici, borderline e psicotici. Si tratta di metodi adatti in particolare a quegli individui in cui iniziali manifestazioni incontrollate (Bion) si sono silenziosamente incapsulate con il ricorso a manovre nascoste di autostimolazione sensoriale legate a oggetti e forme autistici. Sebbene questi incapsulamenti possano costituire degli ostacoli allo sviluppo emotivo e intellettuale, in diversi pazienti si manifestino conseguenze sia nella sfera relazionale sia in quella professionale e tali fenomeni lancino sfide continue agli analisti, l'autrice esemplifica come si possono rilevare e modificare grazie all'analisi basata sul transfert. Viene descritto un processo particolareggiato di diagnosi differenziale tra stati autistici e stati nevrotici / narcisistici (legati all'oggetto), accompagnato da diverse illustrazioni cliniche di gestione di vari terrori primitivi, incluso quello di dissoluzione. Si prende poi in considerazione e si illustra l'uso idiosincratico e irrazionale del setting analitico dell'analista e i problemi legati alle motivazioni dei pazienti. Viene introdotto un nuovo modello legato agli “oggetti alla periferia” in alternativa ai più classici modelli kleiniani riguardanti talune risposte e/o non risposte all'interpretazione del transfert. Si analizzano inoltre i problemi dell'area controtransferale.