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I problemi posti dalla comprensione e dall'elaborazione dei livelli di autocritica del paziente sono impegnativi per il paziente e l'analista. In particolare, in questo articolo si esplorano alcuni fenomeni controtransferali legati all'implicito sentimento di grandiosità presente nell'autocritica. Nei pazienti autocritici l'analisi degli elementi di grandiosità potrebbe creare un terreno fertile per il rimprovero rivolto a se stessi oppure dischiudere modalità inedite di esperienza di sé e di libertà. L'articolo si propone di mettere in evidenza il modo in cui l'esperienza dell'analista nei confronti dell'autocritica del paziente spesso si sposti sul lavoro analitico. Per l'analista è importante non lasciarsi condizionare dal timore di prendere in considerazione la portata di un sentimento di grandiosità sotteso all'autocritica. Comprendere la dimensione dell'autocritica può concorrere a chiarire perché sia tanto resistente e refrattaria all'interpretazione. Il paziente ha interesse a restare aggrappato all'autopunizione che perpetua fantasie di autoregolazione. Talvolta tali fantasie si riferiscono alla sensazione di avere maggior successo o di essere più amato se si conserverà l'atteggiamento autocritico, talaltra si basano su strategie competitive o legate a una vendicatività rispetto ai genitori o ai fratelli.