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La trasmissione della vita psichica da una generazione a un'altra può dare origine a identificazioni alienanti, inconsce, allorché i genitori non siano stati in grado di elaborare un processo di lutto della loro infanzia. In questo articolo, l'autore descrive la natura di queste identificazioni costruite intorno a esperienze simboliche insufficienti, come rivelato nel corso del processo psicoanalitico. Queste identificazioni alienanti sollevano problemi tecnici difficili per lo psicoanalista, in quanto portano il paziente a dare vita ad agiti che cancellano i normali punti di repere transferali. Lo psicoanalista potrebbe allora essere tentato di far ricorso a concetti teorici peggiorativi, come l'istinto di morte. Tuttavia, all'insaputa dell'analizzando, gli elementi psichici insufficientemente simbolizzati contengono un potenziale di trasformazione che potrebbe condurre a ricostruzioni e interpretazioni disalienanti. L'autore distingue tra identificazioni alienanti e fantasie di identificazione, quando queste ultime appaiono, in modo transitorio, nel corso del processo psicoanalitico. Queste fantasie di identificazione registrano l'esperienza emotiva vissuta in seduta e contribuiscono all'integrazione degli elementi psichici insufficientemente simbolizzati. Queste considerazioni tecniche sono ampiamente illustrate nel resoconto clinico di alcune sedute analitiche.