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In questo lavoro elaboro il concetto di logica-del-gioco prendendo le mosse dai lavori dello psicoanalista inglese Donald W. Winnicott e da quelli del filosofo francese Jacques Derrida. La logica-del-gioco costituisce una base concettuale per il pensiero teorico e clinico ma anche uno spazio sperimentale che può accogliere la situazione clinica. Avanzo l'ipotesi che sia Winnicott sia Deridda introducano un elemento ludico nel pensiero occidentale con la loro analisi sugli opposti che, secondo i due studiosi, non stanno in un rapporto di complementarietà o di contraddizione, bensì “coesistono armoniosamente”. Derrida critica la struttura dicotomica del pensiero occidentale e propone il movimento del gioco come un'alternativa che non si costruisce come costruzione magistrale. Qui dimostro come anche Winnicott proponga una logica del gioco che permette all'analista di pensare e agire nella situazione clinica. L'incontro terapeutico viene inteso come spazio ludico in cui analista e analizzando coesistono in un continuum, invece di fronteggiarsi come opposti che si escludono reciprocamente. Sostengo dunque che la logica-del-gioco sia alla base dell'incontro terapeutico. L'elemento ludico assume un'importanza fondamentale per il pensiero e la prassi implicitamente intesi nel concetto di psicologia bipersonale. Propongo il termine “psicoanalisi giocosa” per caratterizzare questa prospettiva basata sull'elemento del gioco. Prendendo le mosse dal pensiero giocoso di Derrida, affronto il rivoluzionismo ludico di Winnicott e concludo con un'analisi del materiale clinico winnicottiano alla luce del concetto di logica-del-gioco.