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L'Autore si propone di estendere la nozione di Agieren, concetto introdotto da Freud nella sua teoria sul transfert, esponendo tre proposizioni metapsicologiche. In primo luogo, viene avanzata una nozione di psiche che contenga coesistenti modalità di rappresentazione dell'esperienza emotiva. L'una consiste nel registro verbale governato dalla logica del dinamicamente rimosso, e l'altra in una comunicazione pittografica di determinati modi di essere in cui il soggetto scambia sequenze di gesti psichici con i suoi oggetti. L'autore sostiene dunque che il gesto psichico sia la rappresentazione pittografica di certi stati emotivi che non sono mai stati trasformati in pensiero verbale; ne consegue che la condizione metapsicologica di questi stati sia inconscia, ma non rimossa. In secondo luogo viene proposto che tali registri inconsci implichino modi specifici di elaborare la realtà, originati da un'attribuzione proiettiva dell'inconscio dei genitori. Infine, sulla base di questo modello di inconscio, rappresentato ideo-pittograficamente con il gesto psichico, l'Autore suggerisce che lo stato emotivo di un paziente possa esser rappresentato in tal modo sulla scena diadica analitica. Queste proposte si allontanano dalla frequente concezione di enactement secondo la quale il fenomeno sarebbe l'espressione di aspetti non rappresentati della psiche. Viene invece presupposto che l'enactment della diade analitica appartenga all'immaginario inconscio rappresentato.