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Prendendo le mosse dal fatto che non nasciamo soggetti ma lo diventiamo attraverso un processo di costante ‘andirivieni’ fra ciò che appartiene alla scena intrapsichica e ciò che emerge nel campo intersoggettivo, l'autore si propone di esaminare due dei principali movimenti della vita psichica mobilizzati in questo processo. Nel campo del ‘legame soggettivante’ il divenire soggetto dipende dal rapporto con l'altro, autenticamente preso in considerazione come soggetto desiderante e non semplicemente un oggetto per sé. Nel corso della storia, questa intersoggettivazione viene internalizzata come una predisposizione preconscia duratura soltanto se si viene a stabilire un sufficiente livello di fiducia nella possibilità di un riconoscimento reciproco. Quando questa prospettiva viene meno, il soggetto tende a ricadere in posizioni narcisistiche al fine di ovviare alla mancanza. Tale tendenza narcisistica porta il soggetto a costituirsi mediante il soggiogamento dei suoi oggetti e il tentativo di privarli della propria alterità. In ogni incontro analitico saranno identificate varie posizioni del soggetto. Il lavoro psicoanalitico può produrre cambiamenti durevoli nella misura in cui modifica l'equilibrio fra le diverse configurazioni psichiche. La molteplicità delle problematiche in gioco nella soggettivazione ci porta a integrare il pluralismo teorico e ci incoraggia al tempo stesso a riflettere sulla diversificazione delle nostre prassi.