You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La psicoanalisi, introdotta come novità pressoché unicamente da Sigmund Freud, un genio, con la pubblicazione dei suoi scritti originali sull'ipnosi, e poi, con Studi sull'isteria (1892-1895), insieme al suo primo collaboratore Josef Breuer negli anni novanta dell'Ottocento, ha ormai superato il primo secolo di vita. Insieme ai contributi di Charles Darwin sulla teoria evoluzionistica, di Albert Einstein sulla teoria della fisica e di Karl Marx sulla teoria socio-politica, Freud ha modellato il mondo intellettuale di tutto il ventesimo secolo nelle scienze naturali, in quelle comportamentali e in quelle umane. Io vi sono approdato all'inizio degli anni cinquanta, una decina di anni dopo la morte di Freud, nell'epoca in cui la sua presenza e influenza registravano apparentemente una crescita continua, e ho accompagnato e vissuto oltre metà della sua storia fino ad oggi.
Ora, in occasione della celebrazione dei 100 anni dell'International Psychoanalytical Association (IPA), l'organizzazione fondata da Freud e i suoi seguaci nel 1910 per istituzionalizzare l'idea psicoanalitica e presidiarne il prospero futuro - un'organizzazione in cui sono stato attivo devotamente per quasi mezzo secolo - voglio offrire un resoconto molto personale di come ho visto la psicoanalisi sin dal mio primissimo contatto e come ne ho percepito l'evoluzione nel corso degli anni fino ad accennare a ciò che considero la sua attuale posizione, alquanto problematica, nello schema delle cose e il suo futuro molto incerto.
Nel momento in cui passai da una carriera in medicina interna a quella in psichiatria e subii il fascino della psicoanalisi nel 1949, il paradigma della metapsicologia della psicologia dell'Io, formulato da Heinz Hartmann e dai suoi molti collaboratori e sistematizzato da David Rapaport, esercitava l'influenza predominante nella psicoanalisi (americana). Molti colleghi e allievi attivi di Freud, fuggiti come profughi politici dalle roccaforti psicoanalitiche dell'Europa centrale sot