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L'articolo fa interagire il pensiero contemporaneo sull'attaccamento precoce e la regolazione affettiva con la visione teorica e clinica che la psicoanalisi ha oggi dei problemi della sessualità adulta. Accanto alle recenti teorie sulla regolazione affettiva e sull'attaccamento, si farà riferimento all'idea di Laplanche di ‘eccesso’, un concetto transizionale importante che ha contribuito a integrare l'esperienza reale con la fantasia nella sessualità. Nel nostro studio ci proponiamo di elaborare l'esperienza dell'eccesso, di un ‘troppo’, per gettare luce sul precoce sovraccarico della psiche che influenza la formazione della sessualità. Questa idea di fondo, collegata ai recenti sviluppi in ambito teorico, aiuta a comprendere la natura della relazione tra eccitazione sessuale e regolazione affettiva precoce, mostrando inoltre come l'eccitazione possa diventare pericolosa, giungendo anche a ostacolare o a distorcere il desiderio. Il ‘troppo’ dell'eccitazione richiama l'esperienza del bambino stimolato, travolto dalla propria esperienza di stimolazione e che non viene calmato dai genitori, e influenza la successiva incapacità di tollerare l'eccitazione sessuale e gli affetti che la accompagnano. Questo legame fra trauma dell'attaccamento, l'angoscia relativa alla sessualità, così come esperienze (caratterizzate da un vissuto di vergogna) di identità di genere come aree traumatiche sono illustrati attraverso un caso clinico. Si sottolinea inoltre l'importanza di elaborare i terrori e i desideri insiti nella relazione tra madre e bambino così come emergono all'interno del transfert e del controtransfert, al fine di sviluppare la capacità di contenimento dell'eccitazione e delle stimolazioni, senza che il paziente percepisca la quota di eccesso ad esse connaturata come intollerabile. Tutto ciò include delle rotture collegate all'iperstimolazione così come il delicato equilibrio tra attenzione alla fantasia e lavoro intersoggettivo nel transfert.