You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Se la “scissione” è un concetto familiare, il suo significato non è così evidente come si presume comunemente. In contesti diversi tale concetto si riferisce a fenomeni diversi ed è suffragato da letture diverse delle dinamiche psichiche. L'autrice presenta quattro diverse concettualizzazioni della scissione che captano gli aspetti essenziali del discorso psicoanalitico contemporaneo. c'è la scissione di tipo dissociativo che, dinanzi a un trauma, comporta la scissione dell'intera personalità che rimane in certa misura accessibile alla coscienza; c'è la scissione come rinnegamento che scinde la nostra consapevolezza delle realtà disturbanti o dei loro significati nel tentativo di evitare i vincoli interiori imposti dalla rimozione. Infine ci sono due forme di scissione dell'oggetto in buono e cattivo - una che si concentra sulla scissione delle rappresentazioni dell'oggetto dovuta alla debolezza dell'Io e a determinanti ambientali, e l'altra sulla scissione della mente stessa, in un atto principalmente distruttivo volto a risparmiare il buono dalla distruttività del nostro istinto di morte. Tutte e quattro le concettualizzazioni hanno origine negli scritti freudiani e sono state ulteriormente sviluppate nell'opera di analisti successivi. L'autrice sostiene che comprendere la natura di queste diverse concettualizzazioni della scissione può contribuire alla teoria e alla pratica psicoanalitiche, oltre a gettar luce sulla natura essenziale degli orientamenti analitici e sulle prospettive diverse che propongono rispetto all'unità e disunità della natura fondamentale dell'uomo.