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L'iniziativa de Le Annate è nata da un progetto di Jean-Michel Quinodoz. Secondo il Collega ginevrino, all'epoca editor per l'Europa dell'IJP, era necessario riconoscere che la lingua inglese è solo convenzionalmente la lingua della psicoanalisi. Nata a Vienna e inizialmente pensata/scritta in tedesco, la psicoanalisi ha infatti avuto nel tempo fortune e destini diversi in paesi e continenti in cui si utilizzano idiomi differenti.
Una prima pubblicazione de L'Annata Psicoanalitica Internazionale si ebbe nel 2003 in francese, e subito questa iniziativa venne accolta da Nino Ferro che si avvalse della collaborazione di Roberto Basile, Stefano Bolognini, Vincenzo Bonaminio, Anna Ferruta, Diana Norsa e in un secondo tempo di Giuseppina Antinucci. Iniziative analoghe si attivarono in Spagna, Portogallo, Germania, Russia, Turchia.
La formula è uguale per tutte le Annate: un gruppo di psicoanalisti si faceva promotore di scegliere alcuni articoli, tradurli in uno spirito di totale autonomia. Lo scopo era, e rimane, quello di diffondere una maggiore conoscenza del pensiero psicoanalitico, di interessare gli psicoanalisti al dibattito internazionale su temi di attualità, di ricerca e confronto con altre discipline, senza dimenticare la dimensione clinica, (attraverso ad esempio la rubrica: “L'analista al lavoro” che prevede un lavoro clinico seguito da due psicoanalisti che lo discutono).
L'iniziativa italiana ha incontrato diversi cambiamenti nel tempo, a partire dalla casa editrice, ora Giovanni Fioriti, e nella formazione della redazione: a Nino Ferro, direttore della rivista è subentrata Paola Golinelli e dal 2017 Giovanni Foresti. Capo redattore è stato per molto tempo Roberto Basile, poi Giovanni Foresti ed ora Diana Norsa.
Il primo volume, che ancora non si chiamava L'Annata ma “Psicoanalisi nel pluralismo delle lingue” fu pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2004, e riportò una selezione degli articoli pubblicati nell' International Journal of Psychoanalysis del 2002.
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