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La cosiddetta crisi dei profughi ha colto di sorpresa politici, cittadini e altri gruppi di professionisti tra cui medici, scienziati sociali e psicoanalisti. Nel 2015 sono stati registrati nel sistema elettronico nazionale di distribuzione ‘EASY’ (Erstverteilung der Asylbegehrenden, Distribuzione iniziale dei richiedenti asilo) 1.091.894 richiedenti asilo in Germania. Ci si aspetta l'arrivo di almeno 900.000 profughi in Germania nel 2016 e negli anni successivi, nonostante la chiusura della ‘rotta balcanica’. Nel 2015 il gruppo maggiore di profughi proveniva dalla Siria (35,9%), seguita da Albania (12,2%) e Kosovo (7,65). Altri gruppi fuggono dall'Afghanistan, Iraq, Eritrea, Pakistan, Marocco, Tunisia e Ucraina. Nel 2014 due terzi dei richiedenti asilo erano maschi tra i 18 e i 35 anni; nei primi sei mesi del 2015 oltre 47.000 profughi erano bambini e adolescenti minorenni.
Le notizie quotidiane nei media ci pongono dinanzi all'enorme sofferenza e disperazione dei profughi adulti e dei loro figli. In Germania questi reportage possono evocare il ricordo dei 14 milioni di profughi (segnatamente gli anziani) come conseguenza della Seconda guerra mondiale. Il ricordo individuale e collettivo delle catastrofi umane legate
alla guerra, al terrore e alla migrazione può essere uno dei motivi della sorprendete ondata di calorosa accoglienza e disponibilità di migliaia di tedeschi nell'offrire il proprio sostegno ai profughi, mentre si è assistito anche ad allarmanti violenze e crescenti ostilità nei confronti dei rifugiati. Ogni giorno le loro abitazioni sub