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La crescente accettazione, dall'inizio del millennio, di una psiche aperta agli scambi con gli altri fin dalle prime fasi della vita ha spinto alla concezione di approcci clinici per un ascolto psicoanalitico degli effetti di questo legame arcaico sulla mente. Sulla base di materiale clinico, l'autore promuove un ascolto analitico per mezzo dell'enactment, che considera uno strumento concettuale per facilitare la comprensione psicoanalitica di ciò che viene drammatizzato dalla coppia analitica, al di là del contenuto semantico delle parole del paziente. Oltre alla diade rappresentata da associazione libera e attenzione fluttuante per accedere a ciò che è dinamicamente rimosso, l'autore sostiene che l'ascolto per mezzo dell'enactment è la via regia verso ciò che chiama il gesto psichico. Si tratta di una forma di registrazione psichica basata sull'immagine della prima interazione con gli oggetti che ha preservato il soggetto infantile dall'impotenza rappresentazionale primordiale. L'autore sostiene che ciò che viene messo in atto dalla coppia analitica è uno stadio intermedio irriducibile in qualsiasi processo analitico, poiché permette al paziente di ottenere una visione della genesi intersoggettiva della sua psiche e di appropriarsi del suo destino.