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Sebbene abbia acquisito un posto di crescente rilievo nell'ambito degli studi sulle problematiche inerenti la non-conformità di genere, il transgenderismo rimane ad oggi un fenomeno poco conosciuto, difficile da definire e da comprendere soprattutto in relazione al suo rapporto con il transessualismo. In effetti, malgrado siano innegabilmente apparentati, questi due fenomeni sono distinti l'uno dall'altro nella misura in cui ciascuno esprime un diverso modo di relazionarsi del soggetto alla differenza tra i due sessi. Allo scopo di portare chiarezza su questo argomento, l'articolo adotterà innanzitutto una prospettiva storica per presentare l'emergere dei due fenomeni, i loro legami e le loro differenze. Verranno poi analizzate le due modalità di relazione rispetto alla differenza sessuale facendo ricorso a due vignette cliniche: una su un caso di transessualismo, e l'altra su un paziente transgender. (In entrambi i casi il materiale è tratto da interviste cliniche non strutturate, oltre che da dati del test di Rorschach e del TAT esaminati seguendo una metodologia psicoanalitica). A conclusione dell'indagine si afferma che la differenza tra i due fenomeni in oggetto va ricondotta al diverso tipo di astrazione che l'uno e l'altro fanno della differenza sessuale: astrazioni che conducono a una trasformazione che va a sua volta intesa come una realizzazione pulsionale ottenuta attraverso la percezione. Nel caso del transessualismo essa ha il fine di stabilire la differenza tra i sessi, mentre il transgenderismo si situa entro una ricerca narcisistica di genere indipendentemente dal sesso.