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Quando, durante il mio soggiorno alla Tavistock Clinic nel 1992 e 1993, ebbi l'occasione di compiere una ricerca nel Melanie Klein Archive rimasi stupito dalla freschezza e dalla vitalità delle descrizioni cliniche della sig.ra Klein (fra di esse, numerose annotazioni scritte a mano in tedesco precedenti al suo trasferirsi a Londra). In particolare, trovai il manoscritto originale delle lezioni che Klein aveva tenuto nel 1924 a Würzburg, alla Prima Assemblea degli Psicoanalisti Tedeschi, riguardanti la sua piccola paziente Erna: si trattava dell'analisi più lunga da lei condotta nel periodo berlinese, che fu in seguito pubblicata come terzo capitolo del libro La psicoanalisi dei bambini (Klein 1932). Già allora potei avere un assaggio di come Klein avesse precorso le proprie scoperte successive, per esempio quella dell'identificazione proiettiva, o delle posizioni depressiva e schizo-paranoide, o del ruolo dell'invidia, della colpa primitiva, della formazione del simbolo e della riparazione. Seguendo le sue note e i suoi commenti al caso di Erna e ai suoi disegni, Claudia Frank e io siamo giunti alla conclusione che, implicitamente, Melanie Klein usasse il proprio controtransfert per comprendere e interpretare il mondo interno di Erna per come si dispiegava nel transfert (Weiss e Frank 1996; Frank e Weiss 1996a, 1996b). Ma i tempi non erano ancora maturi affinché le sue scoperte fossero espresse in modo più diretto.
Le Lezioni sulla tecnica di Klein, ora pubblicate con introduzione e commenti di John Steiner, si collocano lungo un arco temporale che ha inizio dieci anni dopo, quando Klein si era ormai stabilita a Londra, e si
Direttore del Dipartimento di Medicina Psicosomatica, Robert Bosch Hospital, Stoccarda. Docente presso l'Università di Tubinga. Membro del consiglio direttivo del Sigmund Freud Institute di Fancoforte. Direttore della “Education Section” dell'International Journal of Psychoanalysis.
conclude cinque anni prima dell'iniz