You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Leggendo questi scritti inediti di Melanie Klein (2017), in particolare la prima serie del 1936, mi sono detto: “Ecco un'eccellente introduzione al lavoro di Melanie Klein”. In esse, infatti, scopriamo in quale modo Klein pervenga a nuove soluzioni rispetto al dilemma di come sia possibile trasformare una situazione in cui l'odio è più forte dell'amore, come osserviamo avvenire in diversi disturbi psicopatologici, in una in cui è l'amore a essere più forte dell'odio. Melanie Klein affronta questo problema (lasciato aperto da Freud, sia sul piano teorico che su quello clinico) dal versante della tecnica, e lo applica alla gestione del transfert positivo e negativo nella pratica clinica.
Scritte nel 1936, queste lezioni sono d'interesse non soltanto per quanto riguarda la storia delle idee in psicoanalisi, ma anche per il suo insegnamento. In effetti, le innovative idee di Klein sono legate a questioni aperte da Freud, in specie quelle concernenti il posto occupato dai sentimenti di amore e di odio in relazione al transfert positivo e negativo. Possiamo anche osservare la chiarezza e freschezza della sua scrittura e del suo stile, che non toglie nulla alla complessità del soggetto.
Melanie Klein era qui impegnata in un atto di delicato bilanciamento. Da una parte, si preoccupava di trasmettere idee innovative che potevano risultare disturbanti; dall'altra, voleva seguire le orme di Freud. Via via che la lettura procede, tuttavia, i riferimenti ai concetti freudiani diventano più impliciti che espliciti. Per gli psicoanalisti che hanno famigliarità con il pensiero kleiniano, la sua adesione a Freud pare senz'altro ovvia, specialmente per coloro che si sono formati all'interno della British Society. D'altro canto, per i colleghi che conoscono meno i concetti kleiniani, la sua aderenza a Freud è meno facile da rilevare, anche perché certe nozioni freudiane ancora oggi non hanno acquisito lo spazio che meritano, soprattutto nel campo degli affetti.
Questo è il motivo per cui