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Accanto all'inconscio simbolico oggi la psicoanalisi indaga anche altre strutture inconsce, dissociate dal funzionamento mentale (Lombardi 2017) e codificate sotto forma di iscrizioni corporee. Spesso queste configurazioni di natura corporea sfuggono all'attenzione psicoanalitica, restando perciò anche al di fuori della tecnica del trattamento. I due concetti di engrammi corporei incapsulati e di narrazione somatica offrono una cornice teorica e tecnica per accostarsi all'inconscio inscritto nel corpo, e il presente articolo si propone di mettere in luce una serie di nuovi aspetti a questo riguardo. Si descrive qui come gli engrammi corporei incapsulati derivino da una disorganizzazione traumatica della relazione primaria con il caregiver che ha reso impossibile la separazione dal corpo della madre. In questi casi, la separazione finisce per essere temuta alla stregua di una caduta mortale dentro un abisso senza fine. Questo vissuto non viene però più inteso come una fantasia inconscia da interpretare, bensì come la percezione di una sindrome corporea da disorganizzazione che necessita di essere elaborata con un considerevole tempo di riverbero (Birksted-Breen 2009) all'interno di un dialogo da-corpo-a-corpo. La narrazione somatica aiuta il paziente a descrivere la dolorosa percezione che egli ha del suo corpo, incoraggiando il Sé corporeo a manifestarsi nel corso dell'incontro analitico. Lavorare in questo modo permette al Sé corporeo disorganizzato dei pazienti di trasformarsi lentamente in un contenitore capace di ospitare, organizzare e simbolizzare le emozioni. Il tipo di lavoro qui descritto viene illustrato con quattro esempi clinici.