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L'Annata Psicoanalitica Internazionale e la sua redazione composta da analisti di diverse generazioni, provenienti da diverse realtà geografiche e con diversi ruoli istituzionali, si propone come spazio di confronto che dà voce all'attenzione e alla curiosità per la molteplicità dei linguaggi e degli elementi che compongono l'esperienza psicoanalitica.
In questo spirito di riflessione collettiva, il titolo di questo numero – Il divenire della mente – è stato scelto dalla Redazione a seguito di una riflessione articolata, che ha attraversato diversi assi concettuali con implicazioni rilevanti sul piano della teoria della tecnica. Tra i termini considerati, “nascita” e “divenire” hanno catalizzato l'attenzione, dando luogo a un confronto attento sulle possibilità e i limiti di ciascuno.
Da questa riflessione è emersa l'idea di adottare il termine “nascita” per titolare la prima sezione della rivista, Rinascere nella stanza d'analisi, che raccoglie contributi volti a esplorare i processi trasformativi che si attivano nel trattamento analitico di pazienti il cui funzionamento mentale è profondamente marcato dalla presenza di traumi precoci, difese arcaiche e vissuti non rappresentati. In queste situazioni, il cambiamento analitico non si struttura primariamente attraverso l'interpretazione del conflitto o il lavoro sul desiderio, ma attraverso la possibilità di dar forma e parola a un'esperienza soggettiva fino ad allora imprigionata nel corpo. Il riferimento alla “nascita” vuole indicare questi momenti clinici in cui qualcosa prende forma e comincia ad appartenere al soggetto come esperienza viva, condivisibile, pensabile.
Tuttavia, è importante precisare che il termine “nascita” non vuole assumere qui un valore metaforico generalizzato, carico di rimandi al mito delle origini o alla ricerca di un evento fondativo. In questo senso, parlare di “nascita” come evento simbolico assoluto o come accesso a un'origine risulterebbe fuorviante: si tratterebbe di una metafora incapa