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Il lavoro terapeutico col paziente adolescente è molto differente da quello col bambino o l'adulto, richiede una diversa tecnica di colloquio (Senise, 1981, 1985; Cahn, 1998, 2013; Gutton, 2000, 2010, 2013; Braconnier, 2010; Richard, 2010; Pellizzari, 2010), una tecnica che deve necessariamente adattarsi al paziente. Similmente, anche il setting - sia mentale che concreto - non può essere standard, deve essere rigoroso ma flessibile, costruito su misura di quella specifica diade. Della parte formale del setting con l'adolescente deve far parte anche una scrivania, rappresentazione concreta dello spazio potenziale (che unisce e separa allo stesso tempo), luogo della creatività, dove si può leggere, scrivere, disegnare, giocare…