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A integrazione del mio precedente articolo sull'ideologia in psicoterapia, pubblicato nel fascicolo I, 1967, di questa rivista, mi sembra opportuno precisare in dettaglio il concetto della psicoterapia come meccanismo di controllo sociale, così come lo espone Talcott Parsons nel suo The social system (The Free Press, Glencoe, Illinois ).
Il Parsons si occupa della psicoterapia in due punti della sua opera: nel Capitolo VII, dedicato al comportamento aberrante (deviant) e ai meccanismi di controllo sociale, e nel Capitolo X, dedicato alla pratica medica.
I meccanismi di controllo sociale vengono definiti come quei processi del sistema sociale che tendono a contrapporsi alle tendenze aberranti, relativamente ad un dato stato di equilibrio. Essi possono agire in modo preventivo oppure nel senso di ristabilire l'equilibrio. Analogamente alla socializzazione, possono essere visti come processi di adattamento alle tensione (strains).
Le caratteristiche dei meccanismi di controllo sociale sono quattro:
L'appoggio (support), che serve a rassicurare il soggetto, in modo che il bisogno di ricorrere a reazioni aggressive o a meccanismi di difesa viene diminuito.
La permissività relativa al sistema dei modelli da cui Ego devia: sotto tensione è da aspettarsi un certo grado di aberrazione.
Il rifiuto di Alter di soddisfare le aspettative di Ego. La differenza principale tra un processo che conduce alla formazione di un circolo vizioso, come nei nevrotici, e un processo di controllo sociale, consiste nel diverso rapporto tra permissività e rifiuto a soddisfare le aspettative.
La manipolazione cosciente dei primi tre aspetti. L'elemento più importante della manipolazione è rappresentato dalle «ricompense relazionali», cioè dagli atteggiamenti di amore, approvazione e stima di Alter. A questo proposito il Parsons nota che molti elementi di controllo sociale sono incorporati nella struttura dei ruoli del sistema sociale in modo tale che né Ego né Alter sono consapevoli di quello che succed