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Molti aspetti psicodinamici dell'intera psicopatologia, molti problemi generali di psicoterapia che hanno la loro importanza soprattutto nel trattamento delle neurosi, acquistano una luce e una impostazione particolare nel trattamento di qualsiasi psicosi, la cui psicoterapia costituisce così un contributo alle nostre conoscenze sulla natura umana nei suoi rapporti sociali e nei fenomeni della vita psichica.
Il rapporto con l'ammalato psichico rappresenta da un lato una situazione definita da regole tecniche precise, apprendibili attraverso l'insegnamento e di cui bisogna acquistare padronanza a mezzo di un addestramento specifico. Dall'altro esso rappresenta una situazione di rapporto umano nel senso più schietto ed assoluto; siccome ambedue questi aspetti sono propri di questo rapporto, ogni forma di cura psichiatrica, ogni trattamento, ogni psicoterapia, si muove in una dialettica generata dall'effettiva realtà di ambedue questi campi. Abbiamo quindi la necessità di apprendere il metodo, di coglierne le regole fondamentali, riconoscerne gli usi, trovarne le norme, e quell'altra necessità di rimanere aperti alle innumeri possibilità di comunicazione, di proteggere in modo stabile i rapporti di spontaneità, tenersi ogni volta pronti al rischio dell'inaspettato. Ogni qualvolta parliamo con un essere umano in base a metodi che sono frutto di un apprendimento, finiamo col toccare quel fondo assoluto dove qualunque possa essere la nostra superiorità egli è un nostro eguale; verrà la necessità della tecnica e verrà la necessità dell'accettazione di uno spirito che supera tutte le regole cliniche. Qui si rivela già la dialettica ovvia della psicoterapia, dialettica che diviene ancora più chiaramente avvertibile se ci addentriamo in quelle situazioni tipiche della psicoterapia che ora ammettono la polarità simmetrica di punti di vista contrastanti ma ugualmente validi, ora esigono la decisione a favore di un atto che risulta più adeguato. La polarità, la doppia valenza del