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Nel vasto dibattito attuale volto alla ricerca di un campo interdisciplinare delle scienze umane, il linguaggio sembra rappresentare il punto di raccordo delle indagini filosofiche, antropologiche, culturali e sociali, psicologiche e della psicanalisi (Ricoeur).
Le differenze apparentemente irriduttibili delle multiple funzioni del significare umano, quando lo si consideri in campi così diversi come la matematica e il mito, la fisica e l'arte, sono tuttavia sottese da un aspetto comune, che è «il fondamento comunicativo dei sistemi segnici» (Reznikov). Oltre che per stabilire il rapporto fra pensiero e realtà, il linguaggio si specifica nel suo ruolo comunicativo, al di fuori del quale lo si può difficilmente comprendere. In questo contesto, l'opera d'arte appartiene al sistema relazionale delle comunicazioni. «È trasmessa da qualcuno, è ricevuta da qualcun altro» (Fairbairn). Tuttavia bisogna avvertire fin d'ora, che nella ricezione dell'opera d'arte interviene non il singolo, ma i membri di una comunità, socialmente e culturalmente determinata. Il riconoscimento dell'opera d'arte si basa su una validazione consensuale convenzionale, che trova le sue radici in definitiva nella prassi sociale. Nel suo ruolo e nella sua funzione sociali, l'opera d'arte si iscrive così nel fenomeno di cultura.