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Nei locali della Clinica per le malattie nervose e mentali dell'Università di Firenze si è tenuta una riunione delle sezioni toscoumbre delle Società italiane di neurologia e di psichiatria.
In tale riunione gli Ospedali neuropsichiatrici provinciali di Firenze e l'ufficio studi dell'Amministrazione provinciale hanno presentato due comunicazioni riguardanti l'impostazione metodologica ed i primi risultati di un'indagine sui rapporti tra fattori sociali e malattie mentali nella provincia di Firenze. La ricerca è diretta da una équipe interdisciplinare formata da psichiatri di tali ospedali e da esperti di scienze umane e sociali, fra cui alcuni professori e assistenti dell'Università di Firenze. È in corso di elaborazione un'ampia bibliografia su questo argomento e sono stati costituiti dei gruppi di lavoro (affiancati da studenti universitari che stanno elaborando delle tesi di laurea su tali aspetti) per l'analisi della principale letteratura apparsa finora sul tema.
In una indagine, che fa parte di una serie di recenti ricerche, sono state analizzate le schede di tutti i primi ammessi associati della provincia (in termini legali, gli unici che possono essere considerati malati di mente) per gli anni 1962, 1963, 1964, 1965, 1966. Le variabili tenute in considerazione per ognuno dei malati sono: il sesso, l'età, la località di nascita e la località di residenza. In base alla media annuale di ricoveri di ogni comune è stato calcolato, per ciascuno di essi, un indice di morbosità ospedaliera (ricoverati su 100.000 abitanti dello stesso gruppo di età), che è stato poi messo in rapporto con altri indici delle caratteristiche socio-economiche degli stessi comuni (urbanizzazione, livello economico, immigrazione, eccetera).
Per quanto riguarda il sesso è risultata, a livello provinciale, una maggiore associazione per elementi del sesso femminile appartenenti a tutti i gruppi di età, eccetto quello dai 15 ai 35 anni. Tra i residenti a Firenze, però, la morbosità ospedaliera fe