You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Quest'indagine ha avuto luogo nel novembre del 1967 e si è svolta come esercitazione durante una serie di lezioni di metodologia della ricerca sociologica tenuta ad un gruppo di medici e di psichiatri. Il tema centrale che ci eravamo proposti di studiare era « le caratteristiche sociali e culturali dell'infermiere di ospedale psichiatrico ». Inoltre questa ricerca era anche stata condotta con la speranza che servisse ad una serie di interventi operativi.
Come situazione ambientale della comunità, ci trovavamo di fronte ad una condizione socio-economica particolarmente arretrata rispetto ad altre regioni del nord Italia. Soprattutto quello che ci colpì fu la staticità e l'arcaismo di certe situazioni e istituzioni (come la famiglia ad esempio). In questo tipo di struttura le distanze di classe erano particolarmente chiare. Abbiamo potuto constatare l'appartenenza dell'infermiere alla classe sociale meno privilegiata. Questa classe ha una storia ed una situazione socio-culturale diversa da quella dei medici o del gruppo dirigente in genere. È passata dalla condizione di proletariato agricolo alla piccola proprietà terriera, che ha dovuto abbandonare — almeno come sola fonte di reddito — al momento della crisi dell'agricoltura. Ora è nella situazione di un qualsiasi proletariato nella fase d'industrializzazione, con bassi salari e senza riconoscimenti sindacali e assistenziali.
Nelle interviste con gli infermieri abbiamo rilevato che il fatto di appartenere alla stessa classe sociale — e quindi alla stessa cultura — dell'ammalato, ha dato loro la percezione di poterlo comprendere più a fondo di quanto lo possa fare il medico. Spesso l'unità o il conflitto fra infermiere e malato ha come unica fonte la presenza del medico. Che — secondo molti infermieri — interviene, con la « sua cultura » e con il suo atteggiamento di autoritarismo, dall'alto, senza quel tipo di conoscenza del malato che possiede invece l'infermiere.
Hanno la percezione quindi dell'esistenza di una gerarc