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1 - Parlare di formazione dello psichiatra vuol dire evidentemente parlare di formazione a un ruolo relativo alla salute mentale. Si può accettare come punto di partenza per una discussione sulla formazione dello psichiatra, la proposizione che il ruolo dello psichiatra debba essere definito in funzione della tutela e della promozione della salute mentale di tutti i componenti della comunità.
Oggi in molti paesi, fra cui l'Italia, il ruolo dello psichiatra è ancora in funzione del mantenimento di un determinato assetto sociale (si vedano i compiti degli ospedali psichiatrici), e in funzione, marginalmente, dei disturbi di cui soffrono coloro che si recano spontaneamente dallo psichiatra, valendosi dell'esercizio professionale o di alcune istituzioni pubbliche. La comunità dei cittadini ha bisogno di essere tutelata in relazione alla salute mentale ed ha anche necessità di inserire nel proprio seno un processo dinamico di promozione della salute mentale. In relazione a ciò si può parlare di “bisogni” della popolazione, di “bisogni per la salute mentale”. Il ruolo dello psichiatra va quindi esaminato in rapporto a tali “bisogni” e dopo aver detto in che cosa essi consistono dal punto di vista generale.
2 - In pratica, in Italia, come in molti altri paesi, l'assistenza psichiatrica pubblica e l'esercizio privato della psichiatria, svolgono due funzioni principali: quella di evitare alla società ii danno che le possono arrecare i disturbati psichici, quella di riadattare alla vita sociale corrente le persone disadattate. Queste funzioni vengono esercitate valendosi dell'opera di medici psichiatri, aiutati, in funzione subalterna, da altri operatori, quali, ad esempio, gli infermieri. I medici psichiatri svolgono la loro funzione ancora secondo il modello del rapporto “a due” medico-malato, in cui il medico interviene su richiesta del malato e nell'interesse di questi, oppure su richiesta della società e nell'interesse di essa società e non del malato. La società quindi en