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Queste note redatte dagli insegnanti di una classe differenziale e da uno psicoterapeuta sono il frutto di una serie di incontri protrattisi per circa tre mesi durante i quali si è cercato di approfondire i problemi delle classi differenziali partendo dalla esperienza diretta nella Scuola Media. Esse non rappresentano nulla di conclusivo, ma nonostante certe contraddizioni — che riguardano specialmente le divergenze in seno al gruppo di lavoro sulla valutazione politica da dare alla sperimentazione in corso, e lo oscillare tra riferimenti alla nostra scuola e aspetti generali della scuola italiana — intendono apportare un contributo a questo problema che va assumendo dimensioni sempre più estese in Italia, e intendono essere l'inizio di una discussione che si spera di poter continuare l'anno prossimo estendendola a tutti gli insegnanti della scuola.
Il lavoro è così suddiviso:
Relazione degli insegnanti di lettere, matematica e osservazioni scientifiche, e disegno, centrate specialmente sugli aspetti culturali. (Aspetto culturale)
Esame dei vissuti degli insegnanti e degli alunni della classe differenziale con ipotesi psicologiche sulle loro dinamiche. (Aspetto psicologico)
Considerazioni politiche sul significato delle classi differenziali. (Aspetto politico)
Conclusione.
Il nuovo indirizzo psicopedagogico, basato sull'attivismo e sulla concezione dell'autonomia dell'individuo, considera il ciclo scolastico una componente essenziale per lo sviluppo armonico della personalità, e la funzione della scuola, quindi, essenzialmente formativa. Questa considerazione, da me profondamente condivisa, ha fatto sì che io entrassi in questa scuola libera da pregiudizi e mi ponessi, come primo obiettivo, quello di instaurare con ogni ragazzo un rapporto autentico che fosse di sostegno a tutto il resto del lavoro da svolgere, ed il cui programma — pensavo — avrei dovuto rivedere e limitare, date le carenze presenti in ognuno d