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Questo numero doppio di Psicoterapia e scienze umane contiene — dopo « Psicoanalisi di gruppo e socianalisi », una mia illustrazione sommaria di come l'ottica socioanalitica di Elliott Jaques si innesti nel tronco della psicoanalisi e di quali sviluppi questa nuova disciplina sia portatrice — due saggi, tra i più recenti e sostanziosi, dello stesso Jaques (« L'apprendimento dell'incertezza » e « Tesi sul lavoro e la creatività »), nonché due esempi pratici di applicazione nostrana a problemi di casa nostra: « La lotta nella scuola tra cambiamento e scissionismo (analizzata attraverso la vicenda del ‘Movimenti o insegnanti medi’) »; « Crisi e futuro dell'assistene sociale (risultati di un indagine socio-analitica sul ruolo dell'a.s. di fabbrica) ».
Per la verità questi due esempi risalgono ad almeno due anni fa. Nel frattempo, io ed un numero crescente di collaboratori, siamo intervenuti attivamente all'interno di molte istituzioni: scuole di ogni ordine, istituti educativi e rieducativi, comunità socio-terapeutiche, aziende e luoghi di lavoro, servizi sociali retti da enti pubblici, colonie estive, foyers per la gioventù, associazioni di base, comitati di quartiere. La pratica stessa dell'insegnamento è stata affinata sia attraverso l'utilizzazione di esperienze storiche (vedi l'elaborazione socioanalitica della rivoluzione cinese svolta con un gruppo di ricerca alla scuola di specializzazione di psicologia presso l'università statale di Milano o le tesi curate sull'ultima battaglia di Lenin contro la degenerazione burocratica del potere sovietico), sia con la programmazione e la conduzione sistematica di laboratori intensivi di socioanalisi di vario grado, sia con l'instaurazione di un particolare processo di apprendimento tramite sedute di socioanalisi didattica (sulla scia delle procedure adottate da Balint e dell'approccio clinico in genere): il tutto alla luce della norma « imparare facendo ».
Siamo pertanto arrivati, grazie all'estensione della prassi ed ai cons