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In questo capitolo voglio concentrarmi su un fattore importante nell'educazione — un fattore la cui esistenza è stata molto trascurata, ma che esercita una notevole influenza sulle dinamiche del gruppo classe (classroom group), causando una limitazione nello sviluppo di un'area cruciale nell'educazione — l'area che collega più da vicino l'educazione al lavoro e alla creatività.
Le mie tesi si svolgono come segue:
La comunicazione e l'acquisizione della conoscenza, mentre è una parte importante dell'educazione, non può essere il suo unico principale oggetto. Ci deve essere anche l'apprendimento circa le preoccupazioni e l'incertezza che accompagnano il lavoro e l'attività creativa; cioè, l'apprendimento di come lavorare e di come imparare, nonché l'aumento della capacità di usare la conoscenza in modo creativo nella soluzione dei problemi. Mi riferirò a questa attività con l'espressione applicazione creativa.
Nonostante tutti i tentativi di fondare dei metodi educativi e degli esami che valutino tanto l'applicazione creativa quanto la conoscenza, i nostri attestati di merito vanno a quegli studenti che brillano per l'acquisizione della conoscenza — siano capaci o no di applicare questa conoscenza al lavoro — e agli insegnati che sanno trasmettere la conoscenza.
Il problema è in parte di natura tecnica, nel senso di sviluppare i nostri metodi educativi e di valutazione in modo da incorporare nel programma l'iniziativa e la creatività degli studenti. Ma è anche in parte un problema di natura emotiva legato alle dinamiche del gruppo classe.
Insegnare e assimilare la conoscenza dà sia all'insegnante che allo scolaro un saldo sentimento di certezza: lo scolaro sa riprodurre ciò che l'insegnante produce e tutti possono aver l'impressione che la conoscenza così condivisa è tangibile e reale.
Ma questo senso di realtà è mal fondato, giacché i problemi della vita reale sono problemi aperti (open-ended problems) nel senso che non hanno delle risposte corrette, ma solo delle rispost