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Il termine di storia dell'alimentazione copre un campo talmente vasto che vorrei limitare il mio soggetto ai disturbi dell'assorbimento di cibo che hanno come risultato una modifica delle sembianze, sia che si tratti di volumi molto grandi, opprimenti quali quelli dell'obesità, sia del pietoso deperimento che ci può essere nell'anoressia nervosa. L'argomento richiede una ulteriore definizione: può indurre in errore parlare di obesità come di una malattia, perchè occorre definire i vari tipi di obesità e parlare di obesità al plurale; vi sono diversità nei modelli di reazione fisiologica di persone con una eccedenza di peso. Questo si applica anche alla denutrizione psicologica: la vera anoressia nervosa deve essere differenziata da altri tipi, da altre forme di perdita di peso. Gli esperimenti sugli animali hanno dimostrato che vi sono vari tipi di obesità con una varietà di disturbi metabolici. Alcune di queste differenze sono basate su fattori genetici, altre possono essere prodotte da lesioni sperimentali del mesencefalo. Un lavoro recente ha dimostrato che processi metabolici molto anormali, essenziali per perpetuare l'obesità, possono essere creati esponendo dei giovani animali a esperienze alimentari anormali. Delle nidiate di ratti, di alcuni giorni di vita soltanto, furono divise in due gruppi: un gruppo fu tenuto in gabbia in condizioni di laboratorio normali, con accesso libero al cibo e raggiunse il peso previsto; il secondo gruppo proveniente dalla stessa nidiata, fu messo in gabbia con un accesso al cibo limitato a due ore su 24. Dopo una perdita di peso iniziale di alcuni giorni soltanto, questi ratti aumentavano di peso molto più dei compagni che non avevano avuto limitazioni nell'accesso al cibo; avevano imparato ad afferrare il cibo ed a mangiarlo così rapidamente che assorbivano molto più degli altri ratti. I loro organismi avevano sviluppato delle tecniche di trasformazione di questa eccedenza di alimenti attraverso una lipogenesi accresciuta ed u