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Il problema del narcisismo, cioé dell'investimento del sé (Hartmann), è molto vasto ed importante: si può dire che esso riguarda la metà dei contenuti della psiche umana, essendo l'altra metà, naturalmente, gli oggetti. Presentare in maniera completa il problema del narcisismo sarebbe inoltre un compito di proporzione tale da superare abbondantemente le conoscenze e le capacità del singolo ricercatore.
Di importanza maggiore dell'ampiezza del compito è tuttavia il fatto che una presentazione completa presuppone un campo di conoscenze più o meno sistematizzato o per lo meno in cui la ricerca abbia raggiunto un plateau. Un approccio da manuale, in altre parole, si colloca specificatamente nel momento in cui in un determinato campo sono stati fatti dei progressi significativi che richiedono una sistemazione ed una integrazione più distaccata sotto forma di una rassegna che tenti di raggruppare le nuove conoscenze acquisite e di presentarle in maniera equilibrata. Queste attualmente non sono certo le condizioni prevalenti rispetto alla problematica del narcisismo.
Un progresso ingannevolmente semplice ma pionieristico e decisivo per la metapsicologia psicoanalitica, la separazione concettuale del sé dall'io (Hartmann); l'interesse per l'acquisizione ed il mantenimento di una « identità » così come i pericoli ai quali questo contenuto mentale preconscio è esposto (Erikson); la cristallizzazione graduale di una esistenza psicobiologica separata al di fuori della matrice dell'unione madre-bambino (Mahler); ed alcuni importanti contributi degli ultimi anni, dettagliati e formulati psicoanaliticamente sul piano clinico-teorico (Jacobson) e clinico (A. Reich), sono tutti lavori che testimoniano il crescente interesse degli psicoanalisti per un tema che tendeva ad essere messo in ombra dalla quantità di contributi riguardanti la ricerca sul mondo degli oggetti, e cioè sulle vicissitudini evolutive e dinamiche delle immagini, ovvero — esprimendo ciò in maniera più congruente con