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Genitori e una sorella minore sani e viventi. Nessuna tara di tipo neuropsichiatrico nel gentilizio.
Nato a fine di una gravidanza normale, ebbe la applicazione del forcipe e asfissia postpartum. Allattamento materno e normale sviluppo somatopsichico.
Balbuziente a 5-6 anni, ma buon rendimento scolastico a scuola elementare. Dalla prima ginnasiale è stato in collegio, dove è stato sempre bravo fino alla maturità classica. Il padre si preoccupava della balbuzie del figlio e perciò lo lasciò visitare da un specialista (all'età di 11 anni) che consigliò di fargli seguire un corso per balbuzienti. Dopo un corso di 10 giorni, migliorò molto.
A vent'anni si iscrisse alla facoltà di ingegneria in una città austriaca. Non riuscì per niente negli studi, ebbe insuccessi negli esami e rientrava in famiglia molto nervoso e scoraggiato. Cominciò ad essere aggressivo verso i genitori, specialmente verso la madre accusandola di non averlo saputo educare.
Fu visitato da un neurologo e ricoverato — nel 1961 — in una Casa di Cura, dove gli praticarono una terapia insulinica ed elettroshock. Dopo tre mesi fu dimesso. Ritornò all'Università, ma non riuscì fare gli esami. Il padre non era tranquillo; si recò in Austria e constatò che il figlio si comportava come un bambino, quasi da stupido, perdeva la memoria e faceva discorsi sconnessi.
Il paziente fu riportato a B. dallo Specialista, il quale prescrisse il medicamento « Cerebrolysina ».
Dopo questa cura, il paziente caminciò a sentire « le voci » e cominciò a dire che gli altri gli volevano male. Fu sospesa la cura, ma la sintomatologia non si modificò ed il paziente cominciò a dire oscenità in compagnia. Un altro specialista consultato dalla famiglia lo ha indirizzato a me per una psicoterapia.
Alla prima seduta il paziente si presenta: è un ragazzo alto, longilineo, molto rigido nei movimenti, il suo volto è come una maschera, assolut