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Una fra le tante scoperte dovute a Sigmund Freud nel campo medico è passata completamente inosservata. Come neurologo, egli notò che nella classe operaia in primo luogo esistevano le nevrosi ed in secondo luogo che tali nevrosi non erano numericamente inferiori a quelle che si verificavano nella borghesia (1). E' vero che già precedentemente Charcot aveva notato la sorprendente frequenza dell'isteria negli uomini della classe operaia (S. Freud, I, P. 32) ma non aveva tratto da ciò alcuna conseguenza per un cambiamento di tale situazione. Cosa che invece Freud fece subito e pubblicamente: durante il 5° Congresso Internazionale di Psicanalisi tenutosi a Budapest, egli richiese che queste persone fossero aiutate: « Prima o poi la coscienza della società si sveglierà per ammonire che anche il povero ha diritto assoluto alla cura psichica non meno di quanto gli sia attualmente riconosciuto il diritto a quella chirurgica e che la salute pubblica è minacciata dalle nevrosi non meno che dalla tubercolosi, per cui non si dovrebbe lasciare aggravare nella popolazione l'attuale situazione di impotenza nei confronti del singolo. Dovranno essere costituiti istituti o ambulatori medici nei quali opereranno medici con una preparazione psicanalitica allo scopo di rendere più resistenti e più produttivi, tramite le analisi, gli uomini che altrimenti sarebbero dediti all'alcoolismo, le donne che crollerebbero sotto il peso della rassegnazione, i bambini per i quali le uniche alternative sarebbero il disadattamento e la nevrosi. Tali trattamenti dovranno essere gratuiti. Forse passerà molto tempo prima che lo stato senta questi doveri come urgenti… Ma prima o poi quel momento verrà ». ( a, p. 192). Freud riconobbe chiaramente anche le resistenze dovute alle particolari condizioni economiche e sociali, resistenze con cui si scontra la terapia psicanalitica in questo strato sociale ed in particolare, « che il povero è meno disposto del ricco a rinunciare alla sua nevrosi poichè data la